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Speaker’s corner: 10 cose di cui abbiamo bisogno, please.

1) L’Italia è il paese dei 10,100,1000 borghi. E’evidente però che i borghi sono svuotati, il loro patrimonio immobiliare in decadenza, la natalità azzerata. E’ ovvio che il primo dei motivi sono le infrastrutture che mancano nei borghi e nelle piccole comunità. Serve una fiscalità di salvaguardia per i negozi e i servizi che restino aperti nelle piccole comunità, che NON possono essere soggetti alla stessa tassazione dei negozi di un centro cittadino. Scuole, Poste Italiane e tutti gli altri presidi di servizio pubblico o assimilabile devono essere OBBLIGATI a calcolare nei loro bilanci il sostentamento di uffici periferici, senza tagliarli per revisione dei costi. Lo stesso dicasi per le banche e le farmacie. Essere presenti non può e non deve essere una scelta di natura economica, di per sè mai sostenibile. Facciamo che questa parte di capitalismo bisogna che sparisca dalla faccia della terra.

2) Cultura della manutenzione: inserire sgravi fiscali per coloro che effettuano manutenzione di tratti extraurbani di verde; instradare carcerati con pene superiori ai 3 anni ad un percorso di acquisizione di competenza forestale ed utilizzarli nelle migliaia di km quadrati boschivi trascurati e non più soggetti all’attenzione dei contadini o dei pastori, ormai scomparsi. Non so se è chiaro che i boschi sono pieni di infestanti ovunque tranne in alto adige. Tra 30 anni non ci sarà più una castagna o una amarena.

3) La copertura wifi di tutta la nazione dovrebbe essere obbligatoria al pari dell’erogazione dell’acqua. Siamo nel 2019, sveglia.

4) Micro-credito e civiltà: il microcredito è stato appaltato a finanziarie come Agos Itafinco e similari, ovvero a quelle odiosissime operazioni di piccoli fidi da 4-5000 euro con tassi quasi del 25%, magari attraverso revolving cards delle quali non ci si libera mai. Tornare al microcredito, all’analisi e revisione dei progetti, al parlare con le persone è l’unica strada per la pace civile e sociale, e per migliorare i consumi, lavorando contestualmente ad una moral action sulla propria onorabilità, sin dalle scuole. Ok insegnare ai bambini di riciclare i rifiuti, insegniamo loro anche che la parola data è sacra. Noi Italiani non paghiamo mai.

5) Legalizzare la prostituzione è un atto di civiltà a questo punto. Sincerità vuole che si ammetta con candore che non è possibile evitare la prostituzione: esercita una forma di controllo su soggetti altrimenti esplosivi, e quando è una libera scelta deve essere tutelata. Legalizzarla, controllarla dal punto di vista sanitario, evitarne lo sfruttamento con contratti di lavoro in chiaro, sindacalizzati magari, togliere il troiaio dalla strada e togliere di mezzo la droga, eliminare il rischio di malattie, botte, prostituzione minorile. Investire oltre metà dei proventi della tassazione della prostituzione in progetti di lavoro nelle scuole medie inferiori e superiori per spiegare a ragazzi e ragazzi il valore dell’amore invece della mercificazione del sesso, insegnare loro il valore del proprio corpo, da non gettare ma da donare all’altro, con consapevolezza e con serietà. Non c’è altro modo, stiamo vivendo nell’ipocrisia che spesso porta a non insegnare neppure educazione sessuale, e questi bimbetti e bimbette si filmano a 12 anni con le mani nelle mutande, e poi si uccidono vittime del cyberbullismo. E’ un disastro sociale, morale e civile.

6) Mi rendo conto che non abbia senso istituire nuovamente il servizio militare per tutti, ma va assolutamente reso obbligatorio un periodo di acquisizione di crediti formativi per i ragazzi in qualunque percorso essi siano inseriti. 8-10 mesi di lavoro in comunità locali, regionali, servizio civile, militare, chiamatelo come volete, ma questi bimbi, maschi e femmine, devono imparare come si sta al mondo. Il ragazzo / ragazza studia all’università? Avrà sicuramente 2 ore di tempo al giorno per prestare servizio civile, o magari ogni sabato e domenica. Il ragazzo / ragazza non lavora? può sicuramente prestare servizio civile mentre cerca lavoro o segue corsi di specializzazione. Il ragazzo / ragazzo lavora? potrà sicuramente sostenere corsi obbligatori di primo soccorso, o di basi di integrazione sociale. C’è sempre bisogno. Trovarsi nelle situazioni per forza aiuta a far capire che la vita è fuori dal telefono, ma dobbiamo spicciarci, e le associazioni e realtà del terzo settore devono mettere in pista un po’ più di fantasia e un po’ meno di status quo.

7) MUSICA: TASSARE LA MUSICA DAL VIVO E’ UN DELITTO CONTRO LA DEMOCRAZIA. Fare musica è formativo, suonarla, proporla, viverla ci differenzia dalle bestie. Il mondo dell’intrattenimento, della socializzazione ha bisogno di musica dal vivo. Non ci sono quasi più formazioni di più di 2 / 3 persone perchè un normale locale non si può permettere di pagare la siae e una band troppo grande. Armonizzare, comporre è metafora del mondo. Si trovi un altro sistema per pagare i diritti dei musicisti, si istituisca un fondo ad-hoc PERDUTO. PERCHE’ LA CULTURA NON E’ PETROLIO, LA CULTURA SI FINANZIA A FONDO PERDUTO, PERCHE’ E’ IL FONDO MENO PERDUTO DI TUTTI! (si veda punto microcredito: cultura = onorabilità)

8) SPORT: aumentare immediatamente le ore di sport scolastico, finanziare nascita di centri sportivi polivalenti, VIETARE la progettazione di nuove strutture che non siano polivalenti per più sport. Vuoi fare un palazzetto? Lo devi fare con le righe della pallavolo, del calcio a 5, del tennis e del che cavolo ne so io. Vuoi fare un campo da calcio? lo devi fare con le righe e gli spazi anche del rugby. Sennò non lo fai.
Sport obbligatorio fino a 18 anni, o alternativamente studio delle regole, ci sono anche gli arbitri, gli ufficiali di campo, gli addetti ai lavori, sai quante cose ci sono da fare nello sport. Ogni scuola deve avere dotazione completa di reti / palloni e attrezzature. Un bel bando nazionale di fornitura, pagato dal ministero, e si mandano già pronti alle varie scuole. che ci vorrà mai.

9) IUS SOLI: andate a scuola dei vostri figli, contate i bimbi, contate i colori. La risposta ve la darete da soli, sullo Ius Soli.

10) MADE IN ITALY: inasprimento delle pene per la contraffazione nel mondo del made in italy, istituzione di dicastero apposito di tutela del brand. noi siamo un brand, OLTRE CHE una nazione.

Ne ho altre 2000 di cose da dire, dal turismo alla sanità. Nel mentre che aspetto che a qualcuno freghi qualcosa di quel che penso, magari anche nella mia comunità politica, vedrò di buttarle giù in ordine assolutamente sparso e insensato.
Già perchè la mia comunità politica vuole ripartire dai contenuti, e molte delle donne militanti ne hanno un bel po’ di questi contenuti. Solo che vedo parecchie cravatte.

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